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“Non c’e’ piu’ niente da fare?”: lettera virtuale a Pierpaolo Pasolini

Caro Pierpaolo mi perdonerai per questa idea un po bizzarra e forse nemmeno troppo originale di scriverti attravreso la rete, ma qualche giorno fa ho letto su un giornale (online) questa notizia: Europa sempre più in affanno 11 disoccupati per un posto e mi sono immediatamente tornate alla mente le parole che hai pronunciato tanti anni fa, quando io ero cosi piccolo da non poterne minimanete capire il significato: “oggi il regime e’ un regime democratico, pero’ quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non e’ riuscito assolutamente ad ottenere il potere di oggi, il potere della civilta’ dei consumi invece riesce ad ottenere perfettamente”

La parola fascismo pronunciata oggi suona anacronistica, svuotata di significato, quello che invece suona terribilmente attuale e globale sono parole come: acculturazione, omologazione o civilta’ dei consumi … se le immagini del video sul web non fossero un po’ sbiadite ho quasi la sensazione che quelle parole tu le abbia pronunciate ieri

Il modo in cui concludi suona angosciante: “adesso, risvegliandoci forse da quest’incubo e guardandoci intorno ci accorgiamo che… non c’e’ piu’ niente da fare …” e ti allontani con una malinconia che arriva intatta sino ai giorni nostri

Ecco, vorrei farti sapere che io vedo sempre piu’ persone con una sincera voglia di fare, che desiderano affrontare questa crisi globale come una opportunita’ e non come una inesorabile condanna, ma sempre piu’ spesso non ne hanno la forza, non ne hanno il tempo. In questo tritacarne di posti di lavoro che si perdono, altri che vacillano, incertezza anche solo per il domani (mattina), lo spazio per occuparsi di cose pubbliche si assottiglia sempre di piu’ sino quasi a sfumare … e dare il proprio contributo affinche’ la crisi si trasformi effettivamente in opportunita’ diventa un lusso per pochi, parasossalmente per chi la crisi forse non la subira’ mai veramente !

Se stiamo andando verso una societa’  in cui il lavoro non vale piu’ nulla e puo’ essere “spostato” da chi ha facolta di decidere (curiosamente non eletto democraticamente in nome di un liberismo senza controllo e senza freni) la dove le persone sono pronte ad accettare condizioni di vita sempre meno dignitose, allora le persone stesse non varranno piu’ nulla ed il senso della parola democrazia continuera’ si ad esistere ma completamente svuotata del suo significato originale

Si andra’ sempre a votare, certo, ma non per decidere se avere una citta’ con asili e scuole decenti per i nostri figli, con un lavoro dignitoso per le mamme ed i papa, servizi piu’ decorosi per i nostri anziani, spazi verdi per vivere in armonia con l’ambiente e con i nostri cari, ma solo per fare numero. Se con il nostro voto non potremmo incidere in nessun modo su questi ed altri aspetti importanti della nostra vita allora forse hai ragione: “non c’e’ piu’ niente da fare”

E allora mi chiedo Pierpaolo, se oggi tu fossi ancora qui con noi: cosa scriveresti? Cosa diresti? Andresti ospite da Vespa o da Santoro? Cureresti un blog su Internet? Avresti un profilo su Facebook? Come ti esprimeresti sui Reality Show?

Cosa darei per avere la risposta a queste domande, ma forse se oggi tu fossi ancora qui ti ucciderebbero … un’altra volta … e questa volta colpendo la tua opera e non la tua carne. Forse e meglio caro Pierpaolo che tu abbia vissuto e raccontato semplicemente e meravigliosamente il tuo tempo !

Tuttavia Pierpaolo, tu oggi non ci sei piu’, mentre io sono ancora qui, i miei cari sono ancora qui e credono in me, per questo non posso fare a meno di “tentare” per non avere un giorno il rimpianto di non averci provato. Soltanto quando potro’ conversare comodamente ed amabilmente al tuo fianco, soltanto allora se sara’ il caso potro’ effettivamente affermare con assoluta certezza che: “non c’e’ piu’ niente da fare” !

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Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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