PROGETTO KUBLAI: idee, persone e progetti sul territorio nascono per mezzo della rete

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Il progetto Kublai, promosso dal Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dello sviluppo economico, nasce nel marzo del 2008. L’obiettivo e’ quello di promuovere lo sviluppo locale puntando sulla creatività delle persone e sulla loro capacità di immaginare e costruire futuro per i territori in cui vivono. Sul web si presenta con un sito/blog continuamente aggiornato e come social network formato da creativi italiani supportati da un gruppo qualificato di uomini e donne della pubblica amministrazione.

Alberto Cottica, project leader di Kublai, racconta ad idee e persone… qualche particolare in piu’ sul progetto.

Perche’ in Italia c’e’ bisogno di un progetto come Kublai?
Lo sviluppo economico in Italia è a macchia di leopardo, con aree più forti e aree in ritardo anche grave – gran parte del Mezzogiorno, ma anche aree di fragilità nel nord – e questo dura dai tempi di Cavour.

Per riequilibrare questa situazione sono state tentate molte ricette: la Cassa per il Mezzogiorno, il trapianto forzato della grande industria al sud (l’acciaio a Napoli, la chimica in Sardegna), la distribuzione di incentivi alle imprese, i patti territoriali. Queste ricette non hanno funzionato: anzi, hanno prodotto cattedrali nel deserto, sprechi, clientele; hanno rinforzato élites locali conservatrici e non sono state in grado di evitare che la criminalità organizzata intercettasse denaro pubblico.

Ci rimane forse soltanto una carta, quella dei creativi: fare sviluppo puntando sull’energia visionaria delle persone che hanno in testa un sogno da realizzare. Alcuni di questi sogni – non tutti – hanno implicazioni positive in termini di sviluppo.

Cosa vi fa pensare che i creativi siano in grado di promuovere sviluppo dove le “corazzate” dell’intervento statale hanno fallito?
I creativi hanno la capacità di pensare il loro territorio diverso da come è. Guardano un paesino di montagna in via di spopolamento e dicono “Sarebbe bellissimo fare qui un grande festival musicale”. Oppure guardano una cittadina economicamente fragile, con problemi di criminalità organizzata e sfiducia diffusa e dicono: “E’ il posto perfetto per lanciare un giornale di impegno civile”.

Questi progetti fanno economia, fanno identità locale, promuovono rapporti con l’esterno: fanno sviluppo. Richiedono, però, una mentalità – appunto – da creativo – molto impegno, molta di quella che gli americani chiamano “vision”, un po’ di divertimento, un po’ di sana incoscienza e moltissimo duro lavoro. Crediamo di potere aiutare alcune di queste persone a mettere a fuoco le loro idee e trasformarle in progetti solidi, di quelli che si possono candidare a essere finanziati da soggetti pubblici o privati.

A che punto siete? Considerazioni?
Ad aprile abbiamo lanciato il blog e un’isola su Second Life per gli incontri “sincroni”: a maggio il social network su Ning, che oggi ha più di 200 utenti registrati – noi li chiamiamo “Kublaiani” – e 26 progetti proposti. A giugno-luglio abbiamo fatto una prima esperienza pilota su quello che noi chiamiamo “coaching”, cioè lavorare sulle idee proposte dai kublaiani per rinforzarle e promuoverle a progetti. Ad agosto abbiamo girato l’Italia per fare un reportage video sulla creatività, che sarà pronto tra qualche settimana. Ora stiamo lanciando un’attività di coaching a largo raggio, quindi è il momento giusto per proporre nuove idee.

Stiamo facendo una cosa che, a quanto mi risulta, non è mai stata fatta, quindi abbiamo ancora tantissimo da imparare. Sono personalmente grato a tutti i kublaiani per credere in noi e condividere con noi le loro intuizioni. Tra l’altro stanno diventando una community abbastanza “calda”, in cui i rapporti umani hanno un ruolo importante, lo constatiamo di persona nei nostri viaggi per incontrare i creativi e vedere cosa stanno facendo.

Facendo un giro sul social network e parlando con alcuni addetti ai lavori ci si rende subito conto che Kublai si alimenta col calore delle idee e della buona volontà che nasce dalle persone e trova il suo percorso di sviluppo attraverso il supporto offerto della rete.

A giorni ricominceranno i lavori dopo la pausa estiva. Se avete un’idea rimasta nel cassetto per tanto (troppo) tempo, questa potrebbe essere l’occasione giusta per provare a realizzarla, magari dopo aver dato un’occhiata all’interessante presentazione di Alberto Cottica Dalla creatività allo sviluppo in 10 mosse. :-)

Riferimenti utili per sapere di piu:
Laboratorio per le politiche di sviluppo
Progetto kublai
Social Network
Community diving nel Mezzogiorno
Kublai in due minuti
Il tuo progetto su Kublai