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Cooperare per lo sviluppo sostenibile: un mondo nuovo con nuova energia nelle parole di Rifkin

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A Ecomondo è intervenuto Jeremy Rifkin (nella foto) e ha portato il forte vento delle utopie concrete. Lo scienziato, scrittore e consulente globale di enti governativi e grandi imprese ha parlato all’interno dell’iniziativa di Legacoop “Cooperare e competere per uno sviluppo sostenibile” e ha preso di petto le urgenze della situazione attuale, caratterizzata dalla concomitanza di crisi energetica, crisi finanziaria e cambiamenti climatici.

“È la fine di un’era e serve un nuovo piano economico globale”, sostiene Rifkin. Tutte le rivoluzioni più importanti si sono prodotte quando sono cambiati contemporaneamente strumenti di comunicazione e fonti energetiche. Se le innovazioni precedenti erano caratterizzate dalla centralizzazione, la rivoluzione attuale è contraddistinta invece dall’organizzazione distribuita e orizzontale sia dell’informazione che dell’energia.

“Dobbiamo passare dall’energia d’élite all’energia distribuita”, ha affermato con forza e passione lo studioso americano. L’Unione europea si è data ora un ambizioso traguardo, fissato al 2020: una composizione dei consumi energetici basata per il 20% sul risparmio energetico, per il 20% sulle energie tradizionali (carbone, petrolio, gas), per il 20% sulle nuove energie rinnovabili.

“Tra 25 anni qualsiasi edificio (e casa) sarà una sorta di centrale energetica, sarà costruito in modo più efficiente dal punto di vista del consumo energetico e, nel contempo, sarà in grado di produrre autonomamente l’energia necessaria per i suoi fabbisogni. Ci sono già diversi casi di importanti aziende che hanno intrapreso questa strada: per esempio la sede spagnola di General Motors, a Saragozza, ha messo pannelli solari sui tetti dei propri stabilimenti e produce oltre 10MW di energia (leggi la news su EnergiaIn); il payback è previsto in soli nove anni”.

Un altro problema rilevante messo in luce da Rifkin riguarda l’immagazzinamento dell’energia rinnovabile e pulita. “Da questo punto di vista l’idrogeno può fornire un significativo contributo, specie se impiegato come vettore energetico. Oggi bisogna progettare una sorta di Inter-rete dell’energia, efficiente come la rete informatica Internet”. E ancora: “Una causa significativa dell’aumento dei livelli di CO2 è anche da attribuirsi all’inquinamento prodotto dai trasporti. Già dal 2010 saranno ampiamente commercializzate auto elettriche e a celle di combustibile e gli stessi autoveicoli diverranno piccole centrali di produzione di elettricità. Le logiche distributive dell’energia pulita e rinnovabile ci ricordano le logiche del calcolo distribuito dei computer, dove tante piccole macchine messe assieme, collegate in parallelo, generano una potenza di computo superiore a quella di potentissimi supercomputer”.

Uno dei motivi principali dell’attuale crisi del modello di globalizzazione è collegato al fatto che quando l’energia costava poco si poteva facilmente delocalizzare, ma ora che i costi dell’energia si sono enormemente alzati, il processo di globalizzazione, secondo l’economista, è molto rallentato. Produrre in luoghi distanti e lontani è oggi sempre più oneroso e rischia di diventare poco conveniente.

A questo punto, Rifkin chiama in causa con forza le istituzioni pubbliche: “In realtà, servirebbe una sorta di nuovo ‘piano Marshall’ globale sull’energia per sostenere questa rivoluzione energetica. Bisogna promuovere nuove forme di cooperazione, sull’esempio di quelle che in Europa generarono Euratom, però questa volta basate sulla cooperazione per diffondere le energie rinnovabili. L’Europa può realizzare un efficace mix di autosufficienza energetica e cooperazione tra gli Stati nell’impiego di energie rinnovabili e nella produzione e distribuzione di energia“.

“Stiamo passando dalla geopolitica alla biopolitica. Sono necessari profondi cambiamenti, specie nella coscienza delle persone”. Rifkin a questo riguardo propone una metafora, che a suo avviso ben rappresenta la situazione attuale: sforzarsi di adottare una visuale del tutto nuova, proprio come quando fu inventato lo specchio e le persone si abituarono a vedersi e a guardarsi con questo nuovo strumento. Oppure come quando l’uomo andò sulla luna e per la prima volta potè vedere la terra dal di là, da un punto di vista esterno, da fuori. Il mondo oggi richiede davvero tutta un’altra prospettiva.

E infine, un accorato appello a una nuova stagione dei diritti, dice infatti Rifkin: “C’è un diritto per me essenziale, che dovrebbe essere universalmente e univocamente garantito: il diritto di ogni essere umano, di ogni specie e di ogni pianta ad avere libero e pieno accesso alle energie della terra“. Oggi la battaglia per l’innovazione è l’impegno per diffondere energie rinnovabili e pulite.

Questo articolo è tratto da:
http://www.comunicatoripubblici.it/index.html?id=165&n_art=4164

e segnalato da:
http://occasioneperduta.ning.com/profiles/blogs/un-mondo-nuovo-con-nuova

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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