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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Dalla televisione alla rete internet, il 2008 sarà l’anno del sorpasso?

Secondo una ricerca del Politecnico di Milano e della Nielsen il 54% degli italiani preferisce la rete al piccolo schermo.

Questi dati risultano ancora piu’ significativi se teniamo conto delle dichiarazioni di Giuliano Noci, capo del team di ricerca del Politecnico, che afferma: “Tutti pensano che il World Wide Web possa soppiantare il piccolo schermo solo fra gli adolescenti, quelli magari che abitano nelle grandi città – spiega – È falso, almeno in Italia. Ha presente la famosa casalinga di Voghera? Ebbene, oggi è lei che naviga di sera. Ed è questo il dato più eclatante della ricerca“.

In pratica, Internet sta seducendo persone di tutte le età che vivono tanto nei centri urbani quanto nei paesi o nelle campagne. Il 54 per cento degli italiani, appunto.

La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le 11 di sera, cioè durante la cosiddetta prima serata, la piu’ importante per i network televisivi.

Questa ricerca rappresenta un buon risultato per la diffusione del web, soprattutto se accostata ai dati della Commissione Europea che rivela un tasso di penetrazione della banda larga nel nostro paese inferiore alla media comunitaria.

Verrebbe da chiedersi quale diffusione avrebbe la rete internet e quale ulteriore decrescita ricadrebbe sulla TV se in l’Italia la diffusione della banda larga fosse in linea con la media Europea?

Nonostante l’attuale tendenza la televisione non è tuttavia destinata a morire e personalmente non credo nemmeno che il merito delle recenti “fortune” del web siano da ricercare soltanto in una televisione che in termini di contenuti non ha più nulla da offrire agli spettatori, anche se in parte e’ senz’altro vero.

Credo sia opportuno affiancare a queste considerazioni alcuni aspetti meno “enfatizzati” del web che ne stanno decretando il successo quali per esempio la possibilità di condividere esperienze e testimonianze comuni, cosa molto difficile prima di internet o di ricercare alternative all’informazione ufficiale, troppo spesso “percepita” come faziosa e superficiale o ancora poter entrare in contatto con persone che la pensano allo stesso modo, unirsi e formare nuovi soggetti collettivi.

Sotto questi aspetti, la crescita della rete in Italia andrebbe vista oltre che con ottimismo anche come un’opportunità per la società civile di far sentire la propria voce.

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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