Segui il mio blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per rimanere aggiornato sui post pubblicati su Linea di Confine. Riceverai via e-mail le notifiche.

cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

DALLE RETI DEL DIRE A QUELLE DEL FARE: occorre pensare il potenziale del web come un’estensione alle attività presenti sul territorio

internet-marketing2

Dopo un certo tempo anche i social network più interessanti finiscono per invertire la tendenza e creare disaffezione.

Questo succede perché la buona volontà, le buone idee, le buone proposte che si trovano sempre più spesso sul web a lungo andare, quando non mutano i percorsi che le hanno generate diventando altro, finiscono per rimanere immobili.

Occorre pensare il potenziale delle reti come un’estensione alle attività presenti sul territorio tracciando percorsi basati su principi di reciprocità, condivisione e trasparenza.

Diversamente, il rischio che la straordinaria opportunità offerta dal web si trasformi in uno sterile e desertificante “parlarsi addosso” e’ molto forte…

Non c’é dubbio che in molti casi la pura condivisione di esperienze di vita ha ancora un senso ed un valore forte nelle comunità virtuali, altre volte il discorso é più complicato.

Personalmente sono convinto che:

1) avere una memoria documentata di quello che si fa’
2) amministrare la propria rete con trasparenza
3) favorire la collegialità delle decisioni

siano tre elementi fondamentali per accrescere la reputazione di una comunità virtuale e favorire la partecipazione evitando il pericolo di astrarre troppo le discussioni e gli obiettivi

Questo ragionamento vale, secondo me, un po’ per tutti: associazioni, parti sociali, enti locali, gruppi organizzati, ecc.

Infondo, non esistono soluzioni “definitive”, credo che sia fondamentale la buona volontà, il desiderio di comprendersi ed una direzione comune verso cui avviarsi.

Almeno varrebbe la pena fare un tentativo… o no? 🙂

p.s.: consiglio la lettura di questo post La trasparenza è contagiosa

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

6 commenti

  1. Gioiacommunica

    19th Mar 2009 - 12:46

    Quando ho letto a questo post ho pensato alla rete delle Girl GeeK Dinner di cui faccio parte, donne professioniste ed appassionate o semplice curiose che magari si sono incontrate per la prima volta on line.. ma che poi si aggregano ed organizzano occasini di convivialità ma anche di formazione e “divulgazione” sul territorio, coinvolgendo le diverse parti (attenders, esperti, aziende, sponsors, istituzioni) con una comunicazione continua tra l’on line all’off line. Oppure ad aventi aggreganti anche sul territorio come i BarCamp, o altri eventi legati a dei social network specifici come i Twestival.. raduni natio su web ma che si trasferiscono nelle città per portare avanti una causa. Reti i cui membri interagiscono, socializzano, si scambiano idee, progettano.. questo in territori virtuali ma anche reali..locali, o meglio “glocali”. Queste esperienze purtroppo per ora avvengono in ambiti di nikkia specifici come l’IT.. ma sempre più stanno “dilagando” nei territori dell’arte, azindali e si auspia, nelle istituzioni. Ma questo richiede, come giustamente dici, un cambiamento di mentalità.. l’apertura alla condivisone.. cambiamento culturale che purtroppo procede a passo più lento rispetto a quello tecnologico, anche se quest’ultimo sta dando una forte spinta.

  2. antonio

    19th Mar 2009 - 19:14

    Beh Enrico, che dire una ragione in più per partire con iniziative sul web solo quando si è sicuri di avere alla base voglia, risorse e capacità di relazionarsi nel reale, condividendo percorsi che altrimenti rischiano di rimanere confinati al virtuale.

  3. Luigi Bertuzzi

    20th Mar 2009 - 15:05

    Farei una distinzione tra il potenziale del Web e il potenziale di chi lo usa.

    Non è facile esporre con chiarezza questo tipo di distinzione; forse richiederà la capacità di “negoziare” un protocollo di comunicazione tra le reti del dire (numerose e inconcludenti) e le potenziali reti del fare (tutte da inventare).

    In qualche maniera si dovrà comunque “dire” cosa si intende “fare”; magari si dovrà dirlo in modo collaborativo, producendo un qualche documento che esprima un consenso di opinione tra le parti .. il che implica un fare.

    Proverò a dirne di più, tentando di mettere le cose in forma editabile .. l’ho già tentato tante volte .. una di più non guasta .. ma ho sempre fatto solo degli splendidi buchi nell’acqua 😉

  4. Nicola Bandoni

    20th Mar 2009 - 17:20

    Ciao Luigi! Ciao Enrico!
    Noi possiamo permetterci di affermare finalmente che Touristic Sharing fonde la profondità del territorio con la profondità del web.
    :=)

  5. roberto venturi

    23rd Mar 2009 - 13:42

    Enrico
    quello che fai notare mi sembra molto attuale, proprio in un periodo in cui il social network sembra avere assunto un ruolo importante ed innovativo, a cui sia la colettività sociale, sia le multinazionali si stanno rivolgendo con enorme interesse. Il pericolo del virtuale è, secondo me, quello di riprodurre il reale. Quello che dici, mi sembra, in qualche modo si allaccia a questo concetto. Il reale è oggi una collettività di individui spesso impauriti, chiusi ai rapporti fisici, o comunque con evidenti difficoltà, che però necessitano di contatti, soprattutto per esprimere sé stessi e per essere ascoltati, meno per ascoltare. Così, il social network può andare incontro proprio a questo pericolo che fai notare tu, ovvero il parlarsi addosso ed il ripetere comportamenti, argomenti che a lungo andare perdono il senso di nuovo e dinamico. Senza la dinamicità e la pertecipazione, il social network ripropone il modello reale. Invece, la realtà, a mio avviso, si sta spostando sempre più sul virtuale, poiché il social network può rappresentare proprio questa condizione espressa dagli individui che hanno difficoltà di farsi sentire e contattarsi nel mondo reale, oppresso dai media istituzionali e di potere e dalla paura dei rapporti, del diverso, del nuovo che non si conosce. In virtuale tutto questo è superabile. Non c’è pericolo di contagio od aggressione e c’è un pubblico che può ascoltarti, anche perchè la maggioranza delle offerte è gratis, ma soprattutto, secondo me che faccio il comunicatore, puoi trovare l’apertura mentale, l’interesse al diverso, al nuovo, allo sperimentale che sono l’anima del progresso collettivo e culturale. Sta a tutti coloro che agiscono nel social network a creare questi stimoli al movimento, all’innovazione costante, elementi di vita per il social network. Al contrario, come dici tu, si rischia di bloccare tutto e di autodistruggersi, perdere la fetta di libertà che ci siamo conquistati, o che ci è stata concessa, dipende dal punto da cui si vuol guardare la società attuale.

  6. Enrico Alletto

    23rd Mar 2009 - 21:21

    Grazie per aver “arricchito” questo articolo con i vostri commenti e le vostre osservazioni:

    @Gioia
    Reti i cui membri interagiscono, socializzano, si scambiano idee, progettano.. questo in territori virtuali ma anche reali..locali, o meglio “glocali”.
    Hai ragione Gioia, penso che la dimensione del web per il prossimo futuro sarà senz’altro Glocale. 🙂

    @Antonio
    una ragione in più per partire con iniziative sul web solo quando si è sicuri di avere alla base voglia, risorse e capacità di relazionarsi nel reale
    Non c’è dubbio !!!

    @Nicola
    fondere la profondità del territorio con la profondità del web.
    Lo prendo come un buon augurio 🙂

    @Roberto
    Il pericolo del virtuale è, secondo me, quello di riprodurre il reale.
    Questo è sicuramente un pericolo molto concreto difficile da evitare… ma non impossibile !!!

Rispondi

I miei Social Network

Archivio del blog

×