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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Ddl editoria: censura, fine della rete come la conosciamo (?) ed altre considerazioni

Non sono una persona che ama farsi prendere la mano da discussioni impulsive o inconcludenti, ma questa volta, al di là delle singole convinzioni politiche penso sia opportuno dedicare un pò d’attenzione al DDL sull’editoria che a giorni verrà presentato in parlamento.

Chi conosce i meccanismi della rete sà bene che affermazioni tipo: Vogliamo tutelare il pluralismo dell’informazione” o ancora “Chi fa un blog non è un editore quindi non deve sottostare alle stesse regole” sono da prendere con le pinze come spiega molto bene Beppe Grillo , o chi per lui, sul blog più famoso d’Italia con un titolo forse (?) un pò apocalittico: La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Degna di nota è l’affermazione del Garante per le comunicazioni, nella persona di Nicola D’Angelo, che gela polemiche e discussioni varie dicendo: «Attenti o finirà che i blog si faranno dall’estero»

Come la maggior parte delle persone che scrive sul web e crede nelle potenzialità benefiche della rete, mi piacerebbe confrontarmi, conoscere opinioni, ricevere link o materiale di approfondimento per capire se davvero mi stò agitando per nulla o se questa volta è il caso di buttarci un occhio un pò più seriamente. : - )

Chiudo con questa frase
di Grillo:”Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico” … se sarà necessario, chi crede in un’idea da portare avanti, come me, farà la stessa cosa.

p.s.:
Ma il mese scorso, 300 mila persone non avevano chiesto al governo di lavorare su impegni precisi?

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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