Segui il mio blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per rimanere aggiornato sui post pubblicati su Linea di Confine. Riceverai via e-mail le notifiche.

cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

FACEBOOK ED I 100.000 VOLTI DELLA RETE: privacy, lavoro, vita quotidiana, figli e genitori ovvero “il diavolo e l’acquasanta” del web 2.0

facebook_1.jpg

Facebook, il social network più cliccato al mondo, in Italia ha vissuto negli ultimi mesi un vero e proprio boom tanto da non poter proprio passare inosservato. Ad agosto di quest’anno ha fatto registrare 1.369.000 utenti unici con un incremento annuo del 961%. Il numero degli iscritti tra i 35 e i 54 anni è più che triplicato negli ultimi 12 mesi, ma il dato piu curioso riguarda gli over 65 che sono cresciuti di oltre il 150% nello stesso arco temporale.

Nel terzo trimestre del 2008 la sua diffusione è stata così veloce che ha portato l’Italia alla guida della classifica mondiale per incremento di utenti (+135%). Ad ottobre, infine, ci sono stati i primi Facebook party. L’undici ottobre scorso a Roma, per esempio, in uno di questi mega-raduni si sono ritrovate tremila persone.

Il grande successo tra gli utenti e l’attenzione dei media sul social network piu grande del pianeta apre nuove opportunità nella comunicazione in rete, ma anche insidiose problematiche verso cui si rischia di essere poco preparati.

I problemi legati alla tutela della privacy

Per i garanti europei, come più volte sottolineato anche nelle sedi nazionali, il problema principale è la diffusione a macchia d’olio dei dati personali una volta che essi vengono messi su Facebook o su qualsiasi altro social network. Ci si riferisce non solo alle proprie generalità, ma anche a tutte quelle informazioni private che si raccontano agli amici sulle loro pagine personali.

Spesso gli utenti sono inconsapevoli delle conseguenze di ciò che scrivono su Facebook, ma devono essere avvertiti, spiegano ancora i garanti europei alla 30ma Conferenza internazionale tenutasi a Strasburgo, “al momento non esiste protezione adeguata per evitare che i dati personali siano copiati e diffusi in modo indiscriminato“.

Particolarmente rilevante il caso di un 34enne londinese che ha ucciso la moglie, con la quale era stato sposato da 15 anni, dopo aver letto su Facebook, a pochi giorni dalla separazione, che lei era tornata single ed intendeva incontrare altri uomini.

Mamme e papà con i figli su Facebook

Nonostante gli sforzi di molti adulti, spesso i figli rimangono perplessi, quando ricevono una richiesta di amicizia dai propri genitori. Accade anche questo, ma mentre per alcuni ragazzi si tratta di una poco gradita intrusione nella propria privacy, per altri è semplicemente un modo per rimanere in contatto.

Secondo il parere di alcuni esperti, tutto dipende dalla qualità dei rapporti tra genitori e figli. In altre parole, per comunicare bene in rete, è necessario che prima di tutto ci sia un buon rapporto nel mondo reale.

Comunque la si pensi, Facebook è destinato ad incidere ancora molto nelle relazioni tra le giovani generazioni ed in quelle all’interno delle famiglie.

Facebook nel mondo del lavoro

In rete crescono le proteste di lavoratori contrariati perchè si sono visti bloccare l’accesso al loro network preferito. Esemplare il caso di E-Tree, azienda trevigiana, che ha chiuso l’accesso a Facebook perchè distraeva i dipendenti.

La cosa buffa è che secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Ohio State University bloccare l’accesso a siti internet e servizi mail potrebbe causare una riduzione della soddisfazione lavorativa e quindi della produttività. Dunque che fare? 🙂

Secondo lo stesso rapporto si dovrebbe utilizzare il web al lavoro per bilanciare la professione e le vicissitudini personali. (?!?)

La vita privata su facebook e’ oggetto anche di un altro tipo di attenzione, secondo alcune ricerche pubblicate negli Stati Uniti e in Inghilterra, infatti, i social network sono una delle fonti di informazioni preferite dai responsabili delle assunzioni nelle aziende. Cio’ significa che sempre piu’ spesso, i datori di lavoro, prima di assumere danno una sbirciatina al profilo del candidato.

Movimenti d’opinione, cultura e società

Sono decine fra Italia, Francia e Spagna i gruppi e le pagine dedicate a Roberto Saviano, lo scrittore minacciato di morte dalla camorra, alcuni dei quali con propositi ed iniziative anche nel mondo reale. Non mancano gruppi di discussione sulla riforma della scuola in cui, lontani dalle piazze, si dibattono le ragioni della protesta spesso con risultati positivamente inattesi.

Ma non basta: le università sostengono la cultura e la conoscenza, le associazioni affrontano i temi sociali, le aziende promuovo i loro prodotti, gli artisti emergenti mostrano i loro lavori, i comitati di quartiere si organizzano spontaneamente…

… dalla privacy alla famiglia passando per la scuola, dal lavoro alla cultura passando per la vita quotidiana …

Facebook, nel bene e nel male si pone come linea di confine tra un mondo in cui il tangibile ed il virtuale erano due realtà distinte ed un mondo in cui le due dimensioni si fondono per diventare qualcosa che ancora non conosciamo e che per molti versi fa paura.

Cosa nascerà da questa inedita combinazione dipenderà da quanto riusciremo a farci trovare pronti al cambiamento, senza fuggirne o fingendo che non stia accadendo, e vivendo questo nuovo periodo con idee ed opinioni aperte alla condivisione ed al confronto con gli altri.

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

5 commenti

  1. Gioia Feliziani

    28th Ott 2008 - 19:14

    E’ molto interessante quento tuo aticolo perchè riesce ad essere completo nella sua sinteticità e chiarezza. Soprattutto sono molto d’accordo con le tue considerazioni finali.
    C’è una cosa che mi sfugeg e non condivido., tutto questo dibattere in difesa della privacy. Infondo quando diffondiamo le nostre informazioni personali dovremmo essere coscenti che poi esse saranno rese pubbliche. Tutto secondo me dipende dalla copnoscenza del mezzo che si sta utilizzando.. e dalla coscienza che poniamo nelle azioni che compiamo, un pò come nelal vita reale perchè, come dici tu, non c’è poi questa differenza. Per quanto riguarda il caso che hai citato del londinese moglicida..infondo.. che cosa c’entra facebook in se?
    Tempo fa un mio ex è andato in escandescenza perchè non indossavo più la fedina al dito dopo che ci eravamo lasciati da qualche mese.. che c’entra la fedina?

  2. Enrico Alletto

    28th Ott 2008 - 22:45

    Sul discorso del fidanzato geloso… infondo è vero quello che dici… il problema, secondo me, stà semplicemente nel fatto che molte persone scrivono fatti personali là dove tutti possono leggerli senza nemmeno renderse conto… è quasta “inconsapevolezza” che crea il pericolo e la conseguente “attenzione” dei garanti internazionali. Credo sia inevitabile… Sollevare il problema e quindi spostare l’attenzione delle persone sulla “cura” dei propri dati personali potrebbe essere utile a creare “coscienza” (che non tutti hanno) del fatto che quando diffondiamo le nostre informazioni personali queste ultime potrebbero diventare di dominio pubblico e reperibili con una banale ricerca su google.

    p.s.:
    grazie per il pubblico apprezzamento 🙂

  3. aureliana

    29th Ott 2008 - 18:16

    in poche parole…continuiamo a fare tranquillamente quello che facciamo…l’importante è farlo con consapevolezza…alle volte capita che andando di fretta ad esempio non leggi mai sino in fondo quegli strani messaggini che ti compaiono in quelle fastidiose finestrelle e poi dall’indomani la tua mail è invasa da messaggi di gente sconosciuta che ti propina cose allucinanti e così via…eh si dovremmo semplicemente osservare di più e non finire per essere superficiali…

  4. michela

    3rd Feb 2009 - 17:55

    grazie Enrico per avermi chiarito le idee, purtroppo io sono tra quelli che, non informati sul basso livello di privacy che facebook offre e colpevolmente inesperta, si è trovata in difficoltà con l’uso di questo strumento, potenzialmente grande ma concretamente difficile da usare in modo selettivo, anche perchè tu puoi controllare quello che hai scritto, ma non quello che gli altri scrivono di te; a me ha fatto un po’ un effetto “1984”. Credo che queste siano informazioni da diffondere il più possibile, e che il garante dovrebbe intervenire con una maggiore insistenza sull’obbligo di avvisare l’utenza di facebook sul rischio che si corre, specie considerato che la usano anche persone molto giovani e addirittura minorenni, quindi parlare di “usare in modo responsabile” è abbastanza utopistico … ho visto ragazzi litigare ferocemente per cose nate su facebook e minacciarsi di diffondere dati, fatti e fotografie di altri; ci vorrebbe una tutela in più, e l’informazione è sempre il primo passo.

  5. Enrico Alletto

    3rd Feb 2009 - 18:57

    @Michela

    Grazie a te per aver espresso la tua opinione ed “arricchito” il testo con la tua testimonianza. 🙂

    Riguardo alla “diffusione” delle informazioni ti segnalo questo link: Enrico Alletto’s documents in Dossier in cui puoi trovare FACEBOOK ED I 100.000 VOLTI DELLA RETE: privacy, lavoro, vita quotidiana, figli e genitori ovvero “il diavolo e l’acquasanta” del web 2.0 ed altra documentazione che ho raccolto in questi anni in formato scaricabile .pdf

    Poi, se usi Facebook ti segnalo la possibilità di lasciare commenti su questo blog e di ricevere aggiornamenti personalizzati solo per le categorie di tuo interesse, autenticandoti con l’utenza di Facebook. Vedi Usare il blog

    p.s.: qui, nel mio piccolo, alla privacy ci presto attenzione 🙂

Rispondi

I miei Social Network

Archivio del blog

×