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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Solidarità su internet: i vicini di rete e la forza dell’esempio

solidarieta

Il primo post del 2009 lo vorrei dedicare ad un bell’esempio di solidarietà reale che trova nella rete uno strumento eccezionale per concretizzare un buon proposito. Tratto dal blog di Alberto Cottica.

Bella storia della Befana: il blogger David Armano e sua moglie si prendono in casa Daniela, un’amica recentemente divorziata da un marito che la maltrattava, con tre figli e nessun mezzo di sostentamento.

David fa un post in cui chiede donazioni per 5.000 dollari per prenderle un appartamento, e una mano per fare girare la notizia.

In meno di 24 ore i social media raccolgono la storia e la portano all’attenzione generale, e l’appello raccoglie 12.000 dollari. David scrive un post di ringraziamento, in cui esalta il “buon vicinato” della rete. Per chi ha letto The virtual community è evidente l’eco del primo Howard Rheingold, quello “tecnoumanista-ottimista”.

Le comunità online più spesso si aggregano su valori condivisi, e tendono a riflettere quei valori. Un social network di genitori di figli autistici sarà intriso di spirito di dono; uno che esalta la “purezza della razza” sarà un luogo triste e sinistro.

Il blog di David, poi, è abbastanza neutro sul piano dei valori: parla di user experience design e roba così. Secondo me il motivo per cui la storia di Daniela ha funzionato così bene è David stesso: il “vicino di rete”, uno di cui leggi il blog, uno normale, né delinquente né eroe, che però un giorno sorprende se stesso e gli altri compiendo un atto di umanità, e mettendo se stesso e la propria famiglia sulla linea del fuoco.

Il suo primo post si intitolava “Please help me help Daniela’s family”, ed era chiaro che – nell’attesa della generosità dei donatori – la famiglia Armano si era fatta carico del problema. Proprio la “normalità” di David fa scattare la molla dell’emulazione, e forse un po’ anche quella del senso di colpa (”perché io ’sta cosa non l’ho mai fatta?”). E quindi si mette mano a PayPal.

Bravo David, bravi i suoi lettori.

I social media vanno bene per il passaparola, ma ci vuole la forza dell’esempio per avere risultati così.

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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