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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Impegno civico, partecipazione e contributo all’innovazione in Italia: un lusso per pochi?

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In questi giorni sono combattuto tra due stati d’animo che potrei definire quasi antagonisti

Da una parte c’e’ la soddisfazione e l’entusiasmo che Reti Glocali mi sta portando attraverso la manifestastazione di consensi, di adesioni, di collaborazioni e non ultima la bella intervista di Simone Marcenaro alla radio in podcast che sto curando in cui si parla di nuove sinergie tra realta’ complementari favorite proprio dal Network ligure, per non parlare del bel lavoro di Anna Venegoni al nuovo logo partecipato del progetto

Dall’altra c’e’ la consapevolezza che la maggior parte delle persone, me compreso, si trova a confrontarsi ogni giorno con la vita quotidiana in cui esiste lo studio, il lavoro, i figli, la cura della famiglia, dei propri anziani, dei propri affetti, i problemi economici non certo trascurabili e molto altro …

… e mi chiedo: le persone che hanno le risorse piu’ preziose racchiuse nella propria testa e nel proprio cuore e che potrebbero dare tanto alla collettivita’, alcuni anche all’innovazione del nostro paese, hanno concretamente la possibilita’ di esprimere le loro potenzialita’ ?

Quando queste persone comprendono l’importanza di sostenere o contribuire ad un progetto di utilita’ collettiva hanno poi le opportunita’ per farlo concretamente? Oppure l’inesorabile quotidiano che fa desiderare disperatamente che l’Italia innovi e si rinnovi preclude loro questa opportunita’?

Sicuramente la rete ed il web 2.0 rappresentano una strada percorribile per provare in qualche misura ad aggirare il problema, ma in un post di qualche tempo fa mi chiedevo se le opportunità della rete ed i “tempi” della vita quotidiana (per le persone comuni) possono essere in qualche modo conciliabili?

Da qui la domanda che da il titolo a questo post ed a cui non ho risposta (o forse c’e’ l’ho e faccio finta di non conoscerla): l’ impegno civico, la partecipazione ed i contributi all’innovazione nel nostro paese non sono altro che un lusso per pochi?

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

2 commenti

  1. Simona

    16th Ott 2009 - 20:28

    Non so se siano un lusso per pochi, ma certamente per molti è difficile coniugare impegni di lavoro, famiglia, ricerca e volontariato. Personalmente mi rendo conto che talvolta faccio proprio fatica… e si sa che quando il tempo scarseggia, gli impegni lavorativi pressanti e le faccende domestiche prendono il sopravvento. Inoltre so bene che quando si diventa genitori la faccenda si complica!
    Però in questo senso la rete è utilissima: stimola, crea condivisione, agevola i rapporti di amicizia e collaborazione (soprattutto se poi c’è la possibilità di incontrarsi di persona).

  2. LoreLLo

    2nd Nov 2009 - 15:49

    Eh si, anche per me e’ abbastanza un lusso, ho fatto l’attivista on e offline per alcuni anni ma e’ rimasta nell’ambito del volontariato, non e’ diventata la mia attivitá lavorativa, cosi’ quando ho iniziato a lavorare da pendolare a 70km da casa il mio grado di attivismo si e’ ridotto all’osso. Con l’arrivo del mio pargolo si e’ azzerata del tutto 🙂

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