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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

INCONCILIABILI?: le opportunità della rete ed i “tempi” della vita quotidiana

tempo

E da un pò di tempo che vorrei scrivere qualche riflessione sulla rapidità di comunicazione, il cosiddetto tempo-reale, favorita dai nuovi media digitali

A darmi l’impulso, questo articolo uscito qualche giorno fa sul Corriere.it: La moralità ai «tempi» di Twitter in cui uno studio evidenzia come le decisioni più etiche e profonde mal si sposano con la tempestività tipica del web

Un estratto dell’articolo: Ci vuole tempo, calma e spirito riflessivo per prendere decisioni giuste in situazioni che abbiano una valenza morale. Il che significa che nell’era di Facebook e di Twitter tutto è più difficile e si rischia di prendere delle cantonate in termini etici. Perché la velocità è nemica del senso morale, che ha bisogno per sua natura dei suoi tempi di decantazione

Quest’analisi è tanto più vera se pensiamo che il tempo virtuale, caratteristico della rete, troppo veloce per le persone che studiano, lavorano, crescono i figli, curano la famiglia ed i propri affetti, ecc. spesso mal si concilia con quello più lento e più riflessivo che tiene conto del reale e della vita quotidiana

Ma allora come conciliare gli impegni quotidiani con le opportunità offerte dal web affinché questa combinazione porti un reale beneficio alla qualità della vita delle persone?

Forse una risposta convincente a questa domanda non esiste o forse la risposta semplicemente… è più di una ! 🙂

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

6 commenti

  1. Nicola Bandoni

    17th Apr 2009 - 18:23

    Hai preso il concetto nella sua interezza Enrico. La realtà è che sono i “valori” che costruiscono “valore”. La realtà 2.0 (parlo di social network) e tutte le dinamiche che gli stanno intorno non può assolutamente creare processi che riescano a creare davvero valore aggiunto e innovazione. E’ il serpente che si morde la coda. E’ un sistema chiuso che crea altra chiusura in modo da generare massa critica dove l’essere umano diviene merce di scambio senza sapere dove andare soltanto puntando a generare massa di utenti. I social network sono utili nel momento in cui si ha un contatto diretto della persona sul territorio. Fare networking tramite i social network significa condividere prima di tutto i “valori” per creare “valore”…ed è proprio il tempo alla fine che è il primo investimento per creare “valore”…inoltre posso dire che essi sono utili ma lo sono prima di tutto se si conosce la destinazione,…se si conosce il ruolo ed i propri bisogni ed esigenze verso determinati obbiettivi. A quel punto quegli stessi obbiettivi possono essere condivisi facendo proprio networking con persone giuste e sane. A quel punto è giusto creare un “social network” dove poter condividere i goal (vedesi linkedin). Un mio consiglio: investite il vostro tempo nei social network solo se sapete dove andare e solo se sapete cosa cercare? Investite il tempo per conoscere sul web ma incontrare sul territorio…almeno che non facciate come il 95% degli utenti che stanno su FB solo per “cuccare”!!! Per quello c’è la realtà, quella di tutti i giorni….sai com’è…io sono di vecchio stampo! :=)

  2. anna venegoni

    4th Mag 2009 - 11:53

    Enrico,
    non sai quanto sto pensando a questo problema, soprattutto ora che il mio ultimo legame, universitario, con un network reale e fisico è finito, e che mi si apre un universo di interessantissimi ma anche un po’ distanti micromondi 2.0!
    Credo che una discussione, se non sbaglio già presente su Reti Glocali, “dalle reti del dire a quelle del fare”, sia vitale.
    Non solo per evitare che tutti noi si passino i pomeriggi e le serate a girare tra blog dimenticando piazze e strade, ma anche perchè, a meno che non vogliamo diventare tanti Hikimori, dobbiamo ricordarci che l’innovazione sociale, di sistema ed anche la creazione di reti di persone deve essere contestualizzata ed il più possibile fisica.
    Sfruttiamo ciò che di buono ci offre la rete e sforziamoci di ottenere grazie alle discussioni online dei risultati offline!
    Credo che Barcamp, eventi, laboratori di progettazione partecipata siano degli utili strumenti per iniziare questa transizione, e voi?

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    17th Ago 2017 - 19:14

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