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La crisi delle famiglie italiane: una tendenza da invertire

Qualche sera fà ho seguito una puntata di ANNO ZERO in cui è emerso, a mio avviso, un elemento di riflessione nuovo per la nostra TV generalista in riferimento al malessere delle famiglie italiane.

La puntata si è posta il problema di stabilire qual’è il peso reale dell’aumento delle rate dei mutui, che stanno portando ad un incremento dei casi di pignoramento delle case e la speculazione delle società finanziarie.

Ad un certo punto del programma entra in studio un professore di matematica sposato, con due figli, che per una serie di circostanze sfortunate si è trovato stritolato dai debiti con le banche. Al professore viene chiesto di raccontare NON tanto la trafila giudiziaria che lo ha portato sino a quel punto, ma il difficile momento familiare causato da quell’enorme problema. Durante il racconto emergono concetti come “tenuta famigliare messa a dura prova“, “momentanea separazione dalla moglie“, “impossibilità di pagare il riscaldamento per far fare la doccia alla figlia“, “angoscia ed ansia persistenti“.

Verrebbe dunque da chiedersi sè molti mali delle famiglie italiane, sempre piu’ in crisi, ed attribuiti spesso alla responsabilita’ dei singoli non siano invece piu’ direttamente imputabili alla mancanza quasi totale di una efficace politica nazionale ed internazionale che ne favorisca la costituzione e ne tuteli i componenti.

Se l’Italia e piu’ in generale l’Europa non invertiranno questa tendenza suicida la qualita’ della vita delle persone e’ destinata ad un inesorabile peggioramento con conseguenze disastrose su quello che alla fine dei conti e’ il vero pilastro dell’Economia e dello Stato: la Famiglia.

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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