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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Liberta’ di espressione e neutralità della rete: cosa s’intende e perche’ e’ importante difenderli dalle restrizioni irragionevoli

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Da alcuni mesi Google sta trattando con importanti compagnie di telecomunicazione americane per ottenere che il suo traffico sia considerato “prioritario” sulla rete.

Nel nostro paese si fatica molto a comprendere perché questa notizia, come molte altre che sono seguite e che riguardano scelte politiche in tema di internet e liberta di espressione, debbano essere considerate importanti.

Per questi motivi ho chiesto a Vittorio Bertola di chiarirmi (chiarirci 🙂 ) le idee sul concetto di Neutralità della rete e sul progetto NNSquad Italia di cui e’ co-fondatore.

Che cos’e’ nnsquad.it e perche nasce questa iniziativa?

NNSquad Italia è il “ramo” italiano di NNSquad, una campagna internazionale lanciata a fine 2007 dall’organizzazione americana PFIR (People for Internet Responsibility), dal padre della rete Vint Cerf, e da altri nomi notissimi dell’Internet americana come Bruce Schneier e Dave Farber.

Lo scopo della campagna è quello di promuovere e difendere la neutralità della rete, raccogliendo e denunciando esempi di violazione e diffondendo tra gli utenti della rete la coscienza di cosa essa sia e di perché sia importante.

Io conosco da anni Vint Cerf grazie alla mia partecipazione decennale ad ICANN, l’entità che amministra globalmente le risorse tecniche della rete; quando lui ha lanciato l’iniziativa, insieme a Stefano Quintarelli – uno dei padri dell’industria di Internet in Italia – abbiamo pensato che sarebbe stato importante smuovere le acque anche da noi.

C’è voluto un anno di incubazione, ma a gennaio di quest’anno siamo partiti ufficialmente.

Cosa comporta, nel nostro vivere quotidiano, la neutralità della rete e cosa accadrebbe se venisse a mancare?

La neutralità della rete è uno dei principi fondamentali dell’architettura di Internet e una delle sue maggiori differenze rispetto ai sistemi di telecomunicazione che l’hanno preceduta.

In sistemi come il telefono o la televisione, la rete è strettamente controllata da un singolo operatore, o al massimo pochi operatori in regime di oligopolio e sotto stretto controllo dei governi. Gli utenti hanno un ruolo passivo: possono soltanto utilizzare i servizi approvati dagli operatori e dalle regolamentazioni, che vengono messi a disposizione dalle apparecchiature degli operatori situate al centro della rete.

Al contrario, Internet nasce secondo un semplice principio: il ruolo degli operatori di rete è quello di trasportare i bit delle comunicazioni degli utenti dalla sorgente alla destinazione, senza mettere voce in capitolo su ciò che tali bit rappresentano. I contenuti, i servizi, le applicazioni, insomma l’intelligenza della rete, risiedono ai nodi estremi della rete, sui computer degli utenti o di terze parti che forniscono servizi ma che generalmente non sono operatori di rete.

Questo principio è alla base dell’incredibile velocità di sviluppo della rete, sia in termini culturali che economici, perché grazie ad esso l’inventiva e la voglia di fare degli utenti viene liberata; non è più solo un singolo operatore a poter innovare, ma ciascuno del miliardo e oltre di utenti della rete può contribuire, creando una forza gigantesca.

Allo stesso tempo, questo principio è alla base anche della libertà di Internet. Nelle reti centralizzate, gli operatori possono bloccare i servizi di terze parti, distruggendo la possibilità di concorrenza; oppure possono direttamente – magari su pressione del governo o dei grossi gruppi industriali che li possiedono – disconnettere gli utenti e oscurare i contenuti, attaccando la libertà di espressione.

Per questo motivo è così fondamentale che il principio della neutralità della rete venga riconosciuto e protetto quasi a livello “costituzionale”: perché è ciò che rende la rete uno strumento di libertà e di progresso, invece che di controllo e di repressione.

Che ruolo pensi giocherà la rete nei prossimi anni?

Molto dipende dalle battaglie cruciali che stiamo svolgendo in questo periodo.

Se la libertà della rete sarà preservata, credo che i suoi effetti si faranno sentire ovunque, anche in parti della società che apparentemente sono ancora rimaste all’era pre-Internet.

Da quando a metà degli anni ’90 Internet è diventata di massa, la tecnologia è cambiata completamente; oggi è impensabile sviluppare un prodotto tecnologico senza collegarlo a Internet in qualche modo, anche solo per il supporto al cliente.
Poco dopo ha cominciato a cambiare l’economia, e anche lì i cambiamenti ormai sono molteplici: Internet ha accelerato la globalizzazione, la riorganizzazione, e probabilmente anche la crisi di settori legati a modelli di business obsoleti o a prodotti superati.

Dove la società è cambiata di meno è nella politica; ma i segnali che giungono sono interessanti. Da noi, Internet ha permesso un fenomeno come il blog di Grillo, permettendo a una singola persona senza visibilità sui media tradizionali di portare milioni di persone in piazza, cosa che non riesce più nemmeno ai grandi sindacati.

Negli Stati Uniti, la campagna di Obama ha marcato un uso avanzato e intelligente della rete, che è stato probabilmente determinante non tanto per la vittoria quanto per ottenere la nomination al posto della candidata dell’establishment, Hillary Clinton.

Il nostro sistema politico è ancora bloccato e legato a schemi vecchissimi, ma mi aspetto che la rete possa dare un grande contributo a riaprirlo, svecchiarlo e democratizzarlo.

Proprio per questo penso che i continui e sempre più frequenti attacchi alla libertà della rete da parte dei nostri ultimi governi (sia Berlusconi che Prodi) non siano affatto casuali né dovuti a ignoranza. Credo invece che la “casta” politica di destra e di sinistra che controlla il nostro Paese, e con esso i suoi media, abbia ben presente che Internet è l’unico strumento con cui i cittadini possono organizzarsi e reagire ai soprusi e alle carenze sempre più evidenti.

Utilizzando questioni come la pedopornografia o le violazioni al diritto d’autore come scuse, alcuni di essi cercano di introdurre misure che trasformino la rete in una grossa televisione interattiva, e in uno strumento di controllo ubiquo.

Sul sito del progetto leggiamo:  Il Gruppo per la neutralità della rete (NNSquad) è un insieme di persone che hanno l’obiettivo di contribuire a mantenere Internet libera da restrizioni irragionevoli. L’adesione e’ libera ed aperta e il contributo di chiunque e’ bene accetto. (Leggi tutto)

Il tema non va sottovalutato e l’iniziativa merita attenzione. Speriamo di aver dato anche da qui un piccolo contributo. 🙂

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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