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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Pensieri a freddo: dietro le quinte della mia esperienza con Riccardo Luna

A bocce ferme, con il progetto Genova Digitale andato a buon fine e con la tensione finalmente calata ho deciso di raccontare un po di dietro le quinte della mia esperienza con Riccardo Luna.

La mia avventura come Digital Champion di Genova finisce ufficialmente l’11 dicembre durante l’evento di chiusura del progetto pilota (qui le foto e slide). Alla promessa di Riccardo Luna (FAQ numero 13) che sarebbe durata 1 anno è seguito il mio impegno all’interno di Open Genova ed anche in ambito familiare che questo arco temporale sarebbe stato da me comunque rispettato.

Il primo contatto con Riccardo

Quando sono stato contattato per la prima volta telefonicamente da Riccardo era ottobre 2014, il periodo dell’alluvione, ed Open Genova stava lavorando su alcune foto-mappe del disastro e sui dati relativi alle zone a rischio idrogeologico. In quell’occasione oltre ad offrimi il suo supporto alle nostre attività locali mi accennò un progetto a cui stava lavorando e che forse poteva interessarmi: Digital Champions! Poco tempo dopo inviai sul sito la mia candidatura sotto forma di post che tutti possono leggere qui.

Confesso il mio scetticismo iniziale nel considerare concreta la possibilità di essere coinvolto in un progetto nazionale di grande portata senza fare effettivamente parte del gruppo di lavoro di Riccardo Luna, qualcuno direbbe: “della sua cerchia” ma nonostante per lui fossi un perfetto sconosciuto mi chiese di far parte della squadra di quei primi 100 che avrebbero in seguito costruito la rete dei Digital Champions.

Carissimo Enrico … ti chiedo di fare quello che già fai ogni giorno da tempo. Per questo conto sul tuo aiuto per questo incarico tanto delicato.

La scelta di accettare l’incarico

Riccardo Luna è un personaggio molto discusso nell’ambito dell’innovazione digitale nel nostro paese e fino a quel momento lo conoscevo poco, ma alcuni membri di Open Genova non vedevano di buon occhio questo mio coinvolgimento in prima persona così ho chiesto a tutto il gruppo di esprimere un’indicazione formale a cui mi sarei rigorosamente attenuto. Dopo alcune discussioni interne per i ragazzi era tutto ok: il mio anno da Digital Champions di Genova poteva iniziare.

Molti aspetti sulla genesi del Progetto Genova Digitale li ho già raccontati in questo post ma ci sono alcuni dettagli legati principalmente alle difficoltà che mi sono trovato ad affrontare che fino a questo momento non avevo mai resto pubbliche. Di seguito racconto quelle che più mi hanno colpito.

Quel momento d’incertezza

Il primo momento di affanno arriva quasi subito quando vengo informato che le città metropolitane avrebbero avuto un gruppo di Digital Champions e non un solo referente come nei Comuni più piccoli. Il timore di trovarmi affiancato a qualcuno con profilo magari superiore al mio, ma che non condividesse la mia stessa visione del ruolo fu molto forte come fu molto forte il timore di dove coordinare non un solo gruppo (Open Genova), ma ben due di cui uno (Digital Champions Genova) tutt’altro che affiatato e con obbiettivi in quel primo momento oggettivamente poco identificabili. Per la prima volta la pressione mi fa entrare nel panico e prendo tempo con Riccardo Luna che quella sera stessa mi chiama al telefono.

Riccardo è stato al telefono con un perfetto sconosciuto per 45 minuti esprimendo stima, incoraggiamento, fiducia e nessun cambiamento nel suo supporto qualora avessi deciso di tirarmi indietro oltre a rassicurami che il gruppo l’avremmo scelto insieme. Questo passaggio è stato per me decisivo perché in quel momento ho sentito di poterci mettere tutto l’impegno su un progetto che avevo in testa da molto tempo e su cui mi sarei potuto giocare molto del lavoro fatto in tre anni di Open Genova.

Le critiche sui Social investono anche me

Riccardo ha diverse persone che lo criticano ormai da anni, in alcuni casi con toni goliardici a volte fuori luogo a volte con critiche opportune e ben argomentate. Digital Champions a torto o a ragione è finito quasi subito sotto le critiche e quando a Luglio, dopo un iter istituzionale lungo e faticoso, abbiamo finalmente lanciato Genova Digitale siamo inevitabilmente finiti anche noi nell’occhio del ciclone.

La cosa più spiacevole di questa situazione è stato ricevere messaggi privati da persone che conosco con testi tipo: “Enrico, ho letto questo post sulla bacheca di un mio amico di Milano e sono rimasto esterrefatto“. Dopo i primi tentativi in cui ho provato a spiegare che la mia città ha bisogno di iniziative di questo tipo, che ci stavo lavorando da molto tempo, che il progetto disponeva dell’avvallo istituzionale, eccetera alla fine ho scelto di non rispondere oltre alle critiche e far semplicemente parlare i fatti.

Le vere difficoltà sono arrivate da Genova

Le difficoltà maggiori però non sono quelle arrivate dai Social Network anche se su scala nazionale, ma quelle che non ti aspetti, quelle arrivate da Genova ed in alcuni casi da chi mi era vicino. Frasi come: “Questo progetto è come sperare di spostare una petroliera a mani nude … non farò da stampella a Sindaco e Assessori” oppure “Si Enrico tu hai ragione, ma secondo me sei troppo rigoroso” riferito al fatto che forse avrei anche potuto/dovuto usare la visibilità per fare un po’ di più l’interesse personale o ancora: “Caro Enrico mi rendo conto adesso con chi ho a che fare … ” riferito ad un mancato coinvolgimento da parte di qualcuno ad un convegno organizzato da Confindustria Digitale e Digital Champions Italia portato però a Genova da soggetti terzi che mi hanno semplicemente invitato come ospite del format nazionale. Tutte parole spese da persone che restano come me in città e spesso nell’ambito dell’innovazione digitale.

Potrei andare avanti ancora a lungo con la descrizione di situazioni spiacevoli, ma mi limito a dire che se non fosse stato per quelle persone che mi hanno dato fiducia ed hanno costruito con me il progetto di Genova sicuramente non ce l’avrei mai fatta. Da questa esperienza esco ancora più convinto che il lavoro di squadra e la correttezza siano le armi migliori, quelle che non ti aspetti e per questo le più efficaci.

Le istituzioni locali mature certa stampa no

Ho portato avanti tra mille difficoltà e critiche, spesso mosse sotto traccia, il progetto Genova Digitale perché ero fermamente convinto di trovare le istituzioni locali mature ad iniziare il percorso proposto e così è stato (non era scontato) quello che non mi aspettavo era di trovare una stampa locale, tranne poche professionali eccezioni, così poco attenta ad un’iniziativa unica nel suo genere in Italia. Ma quello che mi ha deluso più di tutto è stata la distorsione avvenuta durante la conferenza stampa di presentazione con Marco Doria e Riccardo Luna: in quell’occasione Riccardo cita l’esperienza di Prato con l’ormai famoso bot di Telegram e la gestione delle emergenze ed invita il sindaco a prenderla in considerazione.

Per certa stampa, per altro assente alla conferenza, poche parole sono bastate per scrivere che il Comune avrebbe adottato questo sistema per la delicatissima gestione delle emergenze nella nostra città. Ne sono seguite critiche sui Social al Digital Champion Nazionale, al Comune di Genova e naturalmente anche a me in qualità di referente locale che “suggerisce” questa soluzione, anche se nulla del genere è mai veramente avvenuto come ho in seguito riferito, su sua richiesta, a Stefano Epifani che ne da conto in un lungo e critico post sull’argomento. Anche questa esperienza è stata per me molto significativa.

Conclusioni

In generale, pur non condividendo toni e conclusioni di molte delle critiche mosse a Riccardo ed al progetto (vedi post) questo passaggio: “Il Digital Champion avrebbe dovuto creare attorno a sé consenso, aggregare le realtà esistenti, diffondere le buone idee per promuovere la cultura digitale, stimolare la nascita di nuove reti locali, regionali e nazionali” è sostanzialmente ciò che quando mi è stato chiesto ho suggerito non nella modalità “avrebbe dovuto” perchè su questo c’è stata una calibrazione tutt’ora in corso, ma in senso propositivo verso il prossimo futuro. In pratica questo passaggio lo ritengo, al netto di tutte le polemiche, da valutare e prendere in considerazione per le future iniziative che vedranno la luce ed in cui sono stato coinvolto anche se per motivi personali non seguirò almeno per il momento.

Sono convinto che quando si tratta di supportare Riccardo può fare tantissimo in qualità di Digital Champion Nazionale e su questo sono certamente d’accordo con Alberto Cottica quando scrive: “Nella migliore delle ipotesi può aiutarvi, e molto“.  A me personalmente Riccardo Luna nell’ordine ha:

  1. Dato fiducia
  2. Avuto pazienza in un momento d’incertezza
  3. Scelto la squadra di Genova su mia indicazione
  4. Supportato con Genova Digitale dal primo all’ultimo momento
  5. Incoraggiato privatamente nei momenti più complicati

In generale aggiungo che la sua presenza ha dato una spinta in avanti di almeno un anno alla mia (alla nostra) attività sul digitale a Genova partita nel 2012 e pronta a continuare per tutto il 2016. Per questi motivi il mio grazie, che non è certamente un addio, va oltre a Riccardo Luna per avermi reso parte di una bellissima esperienza anche ad Ernesto Belisario per il supporto e l’incoraggiamento in alcuni momenti difficili che il progetto di Genova si è trovato ad affrontare.

A mente fredda è stata un’esperienza impegnativa, ma se dovessi tornare indietro… la rifarei! 😉

 

 

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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