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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Privacy e “ricchezza” in rete: il fondatore di Facebook ha dichiarato come trarrà profitto dai dati personali dei suoi 150 milioni di utenti

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Davanti alla platea del Forum economico mondiale di Davos Mark Zuckerberg ha mostrato come permetterà alle aziende di condurre ricerche mirate su gruppi specifici di persone.

Per esempio: “Ha chiesto agli utenti di Israele e Palestina come si potrebbe arrivare alla pace nella regione mediorientale. Poi ha domandato a centomila utenti americani se erano soddisfatti del piano di stimolo dell’economia varato dal neopresidente Obama.
Le risposte sono arrivate in diretta: pochi minuti e la platea ha saputo, ad esempio, che tra gli americani due intervistati su cinque ritengono il pacchetto economico di Obama insufficiente
”.

A dire il vero, chi usa Facebook accetta le condizioni d’uso riguardanti la gestione dei dati che inserirà online, il problema e’ che forse non tutti hanno chiare le reali implicazioni di questo gesto per molti ormai quotidiano.

Il punto non è evitare di farlo, ma piu’ semplicemente pensare bene a quali dati rendere pubblici e quali no.

Parlando di un servizio che  copre l’intero pianeta vale la pena, secondo me, soffermarsi anche su un altro punto non meno importante. Perche’ si e’ resa necessaria questa azione? Facebook non era gia’ una miniera d’oro? Evidentemente no !!!

La risposta, semplice e chiara, a questa domanda la fornisce Paolo Attivissimo sul suo blog: “Facebook a corto di soldi, vende i dati degli utenti”.

Arrivati a questo punto, una cosa credo sia indubbia: un servizio web 2.0, oggettivamente definibile come bene immateriale, non e’ di per se in grado di generare un profitto sostenibile. E questo non è un dettaglio !!!

Dunque, la vera ricchezza della rete sono proprio le persone, la loro cultura, le loro reti di relazioni sociali, ecc.

Queste risorse o si usano per produrre e stimolare innovazione a beneficio per le comunità reali, possibilmente evitando di “disperdere” potenzialità nella grande rete, o si vendono alle aziende per le loro ricerche di mercato. Facebook docent !!! 🙂

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

3 commenti

  1. DD

    14th Feb 2009 - 07:44

    anche per questo non voglio iscrivermi a facebook.

    non mi danno troppa impressione di trasparenza (e di utilità) questi social networks…

  2. Enrico Alletto

    14th Feb 2009 - 08:12

    non mi danno troppa impressione di trasparenza (e di utilità) questi social networks…

    Sulla trasparenza … è un concetto molto complesso da affrontare qui 🙂

    Per ciò che riguarda l’utilità … dipende dalle persone che lo usano !!!

    Viene da sè che più un Social Network è grande (globale) più aumentano le probabilità di incontrare persone con idee che tendono “all’estremo” e meno e probabile che le buone idee o le belle iniziative emergano nel “marasma generale” !!!

  3. DD

    14th Feb 2009 - 17:31

    gia, è il problema dei network allargati, che rispetto ai cluster piccoli di utenti come i blog o i forum, sono molto omogenei e lasciano poco spazio alle buone iniziative, come hai detto.

    come esperienza personale ho scoperto che mi sono sufficienti msn (che si sta facebookizzando purtroppo, e non gli compete), skype, un cellulare e un blog. e faccio fatica gia a gestire questo, di network 😀

    tra l’altro avrai notato anche tu il fenomeno che vede la nascita di social networks in qualunque sito preveda la registrazione.
    è una dichiarazione di guerra aperta a facebook che si combatte a colpi di sottrazione reciproca di utenti. e questa conseguente frammentazione fa perdere a facebook uno dei pilastri cardine, il monopolio (io sono un po’ allergico a tutto ciò che riguarda i monopoli :P).

    però è un servizio, quindi come tutti i servizi ha pregi e difetti. non ne discuto.

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