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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

Progetto Verde Comune: Open Genova è una risorsa per la città, ma occorre inquadrare bene il sul suo operato

Ieri si è svolta alla Casa Ambientale in Valpolcevera alla presenza dell’assessore Gianni Crivello e della presidente del Municipio Iole Murruni della presentazione del progetto Verde Comune.

Cos’è Verde Comune?

Verde Comune è un sito che ha lo scopo di dare visibilità agli spazi pubblici presenti nel Municipio Valpolcevera offrendo alcuni strumenti digitali che ne semplificano la ricerca in rete, per esempio è possibile selezionare le aree in cui è possibile portare i cani, quelle in cui sono presenti i giochi per i bambini e così via. Il tutto è stato geolocalizzato, cioè inserito su una mappa che è possibile consultare anche dal proprio smartphone. verdecomune.opengenova.org

Il progetto nasce e si sviluppa attraverso un lungo percorso che Open Genova fa con diversi Municipi. Verde Comune è solo l’ultimo progetto in ordine di tempo che l’associazione, nata per promuovere la cultura e la formazione digitale per tutti, ha realizzato in partnership con le istituzioni locali.

Prima ci sono stati:

  1. Cerca Memoria Open Map, realizzato con il coordinamento del Municipio Centro Ovest
  2. Partecip@, realizzato con il Municipio Centro Est ed il Comune di Genova
  3. Genova Digitale, che ha visto la collaborazione di tutti i municipi ed il coordinamento del Comune

Open Genova si sostiene con le quote associative, con le donazioni e con il crowdfunding e grazie a questo sistema ha sviluppato un’infrastruttura in grado di sostenere il peso di diversi progetti sui propri server. Ma è la filosofia di Open Genova a fare la differenza perché chi sceglie di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie professionalità per i fini associativi lo fa perché crede che il digitale possa portare benefici al nostro territorio. Vedi cos’è Open Genova

Sarebbe un errore considerare i ragazzi di Open Genova come “quelli che fanno il sito gratis” tutte le volte che se n’è presentata l’occasione perché non è così! Intanto va detto che il lavoro di chi sviluppa applicazioni e servizi su internet come in qualsiasi altro contesto ha diritto alla propria dignità e va sempre adeguatamente retribuito, ma quello che ha fatto Open Genova in occasione di Verde Comune ed in altri contesti è un altra cosa e vorrei spiegarla bene. (Tanto devo agli amici liberi professionisti in tutti i campi.)

Open Genova si è “messa in mezzo” tra chi è lontanissimo dal mondo digitale e chi invece è molto vicino perchè spesso questi due mondi non si parlano e all’interno delle istituzioni locali in cui spesso gli attivisti più numerosi hanno i capelli bianchi ed in cui non girano più risorse economiche adeguate da molto tempo anche solo pensare un ammodernamento in chiave digitale è materia quasi tabu.

Inoltre, Open Genova non ha colore politico e non è sorretta da interessi particolari. Questo fatto che da una parte la rende più debole in termini di numerici ed economici dall’altra la rende efficace mediatore di eventuali conflitti interni e non imbarazza le istituzioni quando la scelgono come partner.

13567502_10201820367866776_343337480830207343_nCiò che si è fatto con Verde Comune, ma anche in altre occasioni, è stato andare a sollecitare un mondo “distante” che semplicemente non avrebbe mai puntato sul digitale ragionando su soluzioni particolarmente orientate alla semplicità d’uso ed alla partecipazione della cittadinanza più attiva. In una frase: si è creato il precedente!

Questa materia da “terra di mezzo” trattata spesso con profitto dall’associazione rende Open Genova una risorsa per la città oltre che una realtà conosciuta ed apprezzata anche fuori dai confini locali.

Creare ponti tra istituzioni e cittadini grazie al digitale è lo scopo di Open Genova e la formula associativa ci è sembrata quella più adatta al nostro percorso fino ad oggi, questo però non pregiudica la qualità del lavoro svolto che riesce ad essere molto alta grazie alla capacita dell’associazione di intercettare bravi professionisti, ma soprattutto persone appassionate e di organizzare le attività attraverso uno smart work del no profit che fino ad oggi si è rivelato efficace.

Tutto gratis, ma com’è possibile?

Va detto per completezza di informazione che il Municipio Valpolcevera, ad oggi l’unico ad averlo fatto, ha stanziato ad Open Genova alcune centinaia di euro per la realizzazione del progetto che di fatto andranno a coprire i costi vivi degli spostamenti per la mappatura e l’acquisto di alcuni servizi informatici utilizzati. Alla prossima pubblicazione del bilancio associativo si potrà trovare qui tutta la documentazione a riguardo. In generale, senza donazioni o comunque senza integrazioni come quella del Municipio Valpolcevera non sarebbe possibile per i ragazzi dell’associazione portare avanti i progetti senza rimetterci. Di questo va preso atto se si vuole preservare Open Genova come risorsa per la città!

Oggi Open Genova ha le carte in regola per camminare con le sue gambe, serve solo una spinta in più da parte di chi conosce e apprezza il suo operato ed il ruolo che svolge per la nostra città.

Per chiudere, segnalo il link alle foto del bell’incontro alla Casa Ambientale.

 

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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