Segui il mio blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per rimanere aggiornato sui post pubblicati su Linea di Confine. Riceverai via e-mail le notifiche.

cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

RELAZIONE 2007: il Garante mette in guardia dalla mancanza di indicazioni chiare che consentano un uso più attento ed informato delle nuove tecnologie

privacy3.JPG

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha presentato la Relazione sull’attività svolta nel 2007.

Molti gli spunti d’interesse che non smentiscono l’uso delle nuove tecnologie come opportunità per aziende, no-profit e onlus, Social media, Ambiente, condivisione del sapere, ecc. a patto però di poter disporre di adeguate indicazioni per un utilizzo consapevole.

Dopo aver letto la relazione che il dott. Pizzetti ha presentato al Parlamento Italiano ho sintetizzato di seguito alcuni concetti interessanti riportando comunque il link al formato .pdf e ad una versione “sfogliabile” online (da me curata) del testo integrale.

L’attività del 2007

Se confrontiamo i dati del 2007 con quelli del 2006 emerge il cambiamento di ruolo. Nell’ultimo anno l’Autorità si è concentrata soprattutto su provvedimenti relativi a grandi settori della vita sociale e sull’attività delle banche dati pubbliche e private.

L’Autorità in un Paese che cambia

L’Italia deve fare i conti con un diffuso bisogno di protezione, originato anche da una presenza crescente di cittadini extracomunitari o di nuovi cittadini comunitari, in una società che invecchia. I giovani italiani sono ormai “nativi di Internet” e non più come la generazione che li ha preceduti soltanto degli “immigrati in Internet”. Sulla rete corrono idee e manifestazioni del pensiero, dell’arte e della creatività insieme a forme perverse e abiette di comportamenti umani.

Trasparenza e Amministrazione

La trasparenza è invocata sempre di più nei confronti delle Istituzioni e della Pubblica Amministrazione: il rendimento degli uffici; il comportamento dei funzionari pubblici; gli incarichi che ricoprono; le attività che svolgono dentro e fuori l’ufficio.

Recentemente l’Autorità è intervenuta con due provvedimenti molto discussi : il primo ha bloccato la diffusione in rete dei dati di tutti i contribuenti italiani. L’altro intervento ha riguardato la pubblicazione dei dati sulla retribuzione e qualifica dei dirigenti della Funzione pubblica da un lato, e la messa in rete dei dati relativi ai consulenti della Pubblica Amministrazione, dall’altro.

In questi ultimi due casi, al contrario del precedente, esistevano adeguate basi normative, ed anzi la legge in vigore obbligava le Amministrazioni a pubblicare online molti di quei dati.

Trasparenza nei rapporti tra cittadini e Istituzioni

La “trasparenza” nell’azione dei poteri pubblici non significa necessariamente pubblicare una grande quantità di dati e di informazioni. In alcuni casi i dati e le informazioni sono troppi e troppo generici e possono quindi indurre in errori di comprensione o ledere gravemente la dignità delle persone.

Si verifica qui una inedita alleanza tra privacy e trasparenza. In alcuni Paesi come il Regno Unito una unica Autorità è competente sia a proteggere la privacy sia a garantire l’informazione pubblica.

Amministrazione digitale e protezione delle reti

Il Garante condivide l’obiettivo di “tagliare” la carta, snellire le procedure, digitalizzare l’Amministrazione. Occorre però garantire che la digitalizzazione delle informazioni e la loro messa in rete non ne comprometta la sicurezza, la correttezza, l’affidabilità.

L’Autorità apprezza e condivide l’intento di facilitare a tutti l’accesso ai servizi online, moltiplicando gli sportelli telematici anche attraverso il ricorso a quelle che sono state definite Reti Amiche, allo stesso tempo chiede di essere sentita in riferimento alle modalità di attuazione di tali provvedimenti.

Il tema della “sicurezza sicura”

Ad ogni verifica su una grande banca dati, pubblica o privata, si constata una carenza delle misure protettive. È importante giungere al più presto alla definizione di quante e quali siano le grandi banche dati pubbliche.

Un Paese che non conosce neppure quali e quante sono le sue banche dati e che non sa proteggerle è un Paese arretrato, che espone a gravi rischi non solo i cittadini ma anche gli operatori della giustizia, della sicurezza, dell’amministrazione finanziaria, solo per citare alcuni tra i settori più delicati nei quali in questi anni si sono verificati rilevanti furti o usi illeciti di dati.

Tecnologie della comunicazione e le realtà mediatiche

L’Autorità segue con vigile attenzione il diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Networks, quali, tra i tanti, Myspace, Facebook, Asmallworld, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete. Il che può determinare in futuro, specie nel momento dell’accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con troppa spensieratezza e inconsapevolezza.

Occorre fornire al più presto su tutte queste novità indicazioni chiare per consentirne agli utenti un uso più attento e informato.

Gli altri temi trattati nella relazione annuale

  1. Le tecnologie del controllo
  2. Semplificazione (oneri eccessivi sui cittadini e sulle imprese)
  3. Videocamere e altre forme di acquisizione dei dati personali
  4. L’uso dei dati biometrici
  5. La protezione dati negli uffici giudiziari
  6. Le intercettazioni telefoniche e i dati di traffico telematico
  7. Giustizia e periti del giudice

Testo integrale della Relazione 2007

Roma, 16 luglio 2008

privacy20071.gif

Scarica in formato .pdf

Sfoglia online

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

Rispondi

I miei Social Network

Archivio del blog

×