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“Solo 1300 euro al mese ho deciso di abortire”: ecco il pensiero di un’altra mamma in difficoltà e l’appello alla politica del Presidente Napolitano

Anche se sono passate alcune settimane dall’uscita di “Solo 1300 euro al mese ho deciso di abortire” riporto il pensiero che Valentina, mamma di Roma lasciata a casa perchè incinta, mi ha chiesto di pubblicare sul blog.

La lettera di un’angosciata futura mamma presentata su Repubblica qualche settimana fa è l’ennesima conferma di una situazione in Italia.

Se una donna pensa di abortire perché il reddito è di “solo” 1300 euro al mese (se fossero stati due milioni e seicento mila lire non sarebbero stati pochi, ma questa è un’altra questione…) vuol dire che stiamo andando verso un punto di non ritorno!

Una donna non dovrebbe mai trovarsi davanti alla scelta: lavoro-figlio.

La costituzione italiana recita:L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” e prosegue “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale… senza distinzione di sesso… di condizioni personali e sociali…” Ma oggi, nel 2008, è veramente così? La mia esperienza mi suggerisce il contrario.

La donna che ha scritto al Presidente della Repubblica alla fine ha deciso di portare avanti la gravidanza, ma dopo cosa accadrà?

Anch’io ho vissuto una situazione simile e adesso ho uno splendido bambino di 2 anni. Il lavoro pero è precario e molto difficile da trovare, quando poi dico che sono una mamma sola con un bimbo piccolo le cose si complicano e di parecchio.

Una maggiore attenzione da parte della politica e qualche asilo nido in più nelle nostre città forse non risolverà il problema, ma senza dubbio farebbe comodo a molte mamme nella mia situazione ed anche (credo) a molte indecise ed impaurite… future mamme italiane! Valentina

In seguito, il Presidente Napolitano ha replicato alla mamma precaria che voleva abortire.

La sua rispostaLa politica aiuti chi vuole figli” tocca temi come l’occupazione femminile, l’esigenza di poter conciliare vita familiare e vita lavorativa, l’assistenza sul territorio e più in generale la necessità di dare risposte concrete ai bisogni ed alle speranze della gente.

Proprio con Valentina e con altre persone di buona volontà stiamo lavorando ad un progetto che, partendo da un’esperienza negativa, crei un movimento attraverso cui far emergere maggiormente la questione della precarietà femminile nel nostro paese.

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Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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