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cittadinanza digitale, collaborazione in rete, open source e tecnologia

THE AZUNI CODE: voluta dal Ministro Brunetta parte un’iniziativa con lo scopo di costruire una governance di Internet credibile e partecipata

logoazuni

L’ultima volta che ho parlato di Internet in relazione alle istituzioni l’ho fatto non esattamente in modo pacato, prendendomela con l’ormai famoso comma 29 che obbligava TUTTI I SITI INTERNET (”siti Internet” senza specificare) a pubblicare rettifiche a post/commenti/altro ENTRO 48 ore dalla loro pubblicazione online, pena sanzione fino a 12.500 euro

Per vari motivi che non sto qui a riportare l’iter del chiaccheratissimo comma scritto quasi esclusivamente da persone che di Internet non sanno praticamente nulla e’ stato congelato ed il caldo dibattito estivo sta lasciando spazio ad un’inedita iniziativa partita dal Ministro Brunetta

Sul sito Azunicode.it si legge: è partita l’operazione “Codice Azuni” per promuovere un processo “dal basso” di raccolta e organizzazione delle principali regole e prassi della Rete

Di cosa si tratta? Lo scopo dei promotori e’ quello di raccogliere opinioni e punti di vista di tutti coloro che intendono partecipare al processo di costituzione del Documento che dovrebbe occuparsi di Governance di Internet

Come partecipare? In un primo momento ho pensato all’inserimento di commenti nell’area denominata Codice Azuni Versione Beta (forse e’ anche cosi?), ma spulciando le pagine in oggetto ho avuto la sensazione che il materiare pubblicato non “vada sul pezzo” ma abbia invece lo scopo di premettere le ragioni del dibattito. Discussioni e contributi possono essere inviati iscrivendosi alla mailing list aperta per l’occasione o piu’ semplicemente con la classica mail all’indirizzo rfc@azunicode.it

Tutto qui? No. Per assicurare un adeguato supporto tecnico ai lavori è stato istituito un Tavolo a cui partecipano rappresentanti del mondo della ricerca, dell’università e delle imprese, oltre che delle amministrazioni pubbliche

Dico subito che, secondo me, provare a regolamentare Internet avviando un dibattitto sulla rete stessa ed aprirlo a tutti coloro che desiderano prendervi parte raccogliendo indicazioni e consigli prima di deliberare provvedimenti e’ una scelta condivisibilissima ed in pieno spirito Web 2.0

Due cose non mi convincono a pieno. Forse e’ un po’ presto, il progetto e’ appena iniziato, ma vorrei esporle uggualmente:

1. La scelta di raccogliere discussioni e contributi attraverso una mailing list o per mail. Le alternative 2.0 hanno bassi costi d’implementazione e favoriscono molto meglio il confronto
2. I componenti del Tavolo di lavoro e non perche’ non vadano bene, ma semplicemente perche’ non vedo sufficientemente rappresentate le principali realta’ che quotidianamente partecipano al dibattito sul web 2.0

Resta da capire quanta partecipazione potrà esserci in agosto …

Il confronto e’ aperto e noi lo seguiremo con interesse ! 🙂

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della partecipazione e dell'alfabetizzazione digitale. Contribuisco ai tavoli dell'open government italiano su temi come cittadinanza digitale, partecipazione ed open data. Il contatto diretto è quello che preferisco soprattutto quando si tratta di divulgazione e formazione digitale. Faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

3 commenti

  1. Stefano Quintarelli

    5th Ago 2010 - 09:55

    questa prima fase (ce ne saranno altre) serve per provare un po’ strumenti e metodi.
    Personalmente io avrei preferito un forum, ma si spera che i commenti vengano mandati anche col blackberry.

    Sulla scelta delle persone, ogni scelta e’ discutibile, non trovi ?. Avessero chiamato Google, eBay, Telecom, ecc. si sarebbe potuto dire che era coloizzato dalle aziende

  2. Enrico Alletto

    5th Ago 2010 - 10:03

    @Stefano Grazie per il commento
    (per chi non lo sapesse Stefano e’ uno dei componenti del Tavolo di Lavoro 🙂 )

    Riguardo alla tua domanda … io non ho criticato la scelta delle persone in quanto tali, ho solo l’impressione che le categorie di professionisti presenti al tavolo non siano sufficientemente rappresentative dei principali punti di vista in relazione al dibattito in corso sul web 2.0. Opinione personale ! 🙂

  3. Enrico Alletto

    5th Ago 2010 - 10:56

    p.s: non avevo ancora letto questo post di Vittorio Zambardino http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2010/08/04/azuni-project-vedono-pirati-dove-ci-sono-persone/ Vorrei solo aggiungere che, benche’ Vittorio sia un punto di riferimento anche per me riguardo alle tematiche del web 2.0, mi fa’ un po’ dispiacere leggere questo post in cui rilevo un eccesso (almeno a parer mio) di “astio” preventivo 🙁

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